Multi-Esposizioni.

"Le fotografie realizzate con la tecnica delle esposizioni multiple hanno una forte somiglianza con alcuni disegni realizzati negli anni '70 dal mio amato padre, Lorenzo Di Lotti, architetto, alla cui memoria è dedicata l'intera serie.

Quei disegni erano piuttosto particolari perché egli usava la tecnica della prospettiva a due punti più alcuni punti ausiliari che erano destinati solo ad alcune parti del disegno.

La sua idea era quella di creare intenzionalmente la sensazione che "qualcosa non va" ma in modo molto sottile, al fine di attirare l'attenzione su alcuni elementi (edifici) nella scena urbana o architettonica rappresentata.

La tecnica dell'esposizione multipla, quindi, era perfetta per rendere un omaggio (visivo) al suo talento artistico."

"Sono sempre stato affascinato dalle immagini che ci permettono di percepire un ambiente in modo dinamico - un modo molto più simile a come memorizziamo il mondo reale - diverso da quello che si può ottenere guardando un'immagine fatta da una singola esposizione. "

La tecnica dell'esposizione multipla viene creata interamente nella fotocamera, su pellicola (a volte pellicola 120, a volte pellicola 35 mm, a volte instant film Polaroid "tipo 100").

Non ci sono interventi di creazione digitale, niente photoshop: solo misurazioni, calcoli, e esposizioni sequenziali, da un numero di 4 a 64.

Una parte significativa della serie è stata realizzata all'interno del Cimitero Monumentale di Torino, luogo ricco di storia e d'arte.

Alcune sono state realizzate a Roma e più recentemente, in una sub-serie dedicata di prossima pubblicazione, a Belgrado, Serbia.